Caratteri distintivi del progetto:
Il Progetto “La Novarese” intende
porre l’artista al centro di un sistema di socializzazione
fondato sulla duplice esigenza di produrre opere e di
far incrociare i diversi tipi di pubblico .
I produttori artistici riminesi saranno i gestori ed i motori de “la Novarese”.
Animeranno un sistema di sviluppo strutturato attorno alle “parole d’artista” che inviteranno, in residenza e su progetto.
Il soggetto gestore accoglierà i produttori e gli artisti, animerà le sinergie ela transdisciplinarità e svilupperà il progetto “La Novarese” nei campi: culturale, urbano, economico e sociale.
Sarà contemporaneamente laboratorio e promotore.Esplorerà le nuove questioni culturali (multimedialità, apertura verso l’economia, formazione, relazioni internazionali)preparando così i produttorinelle nuove discipline.
“La Novarese” sarà un luogo di produzione artistica aperto al pubblico.
Vi potranno operare tutte le discipline artistiche: danza, musica, teatro, arti plastiche e visive, cinema, audiovisivo, letteratura. Tutti i pubblici potranno partecipare: dall’Hip Hop alla musica classica, dal teatro al multimediale, per gli spettacoli, gli stages, i laboratori, la formazione, le feste, le esplorazioni, i tentativi artistici.
“La Novarese” sarà costituita da direttrici che si intersecano:
Media, formazione, multimediale e nuove tecnologie informatiche e telematiche, sviluppo di progetti, produzione, imprese culturali, teatro, musica, danza, arti plastiche, cinema e costituiranno un sistema di sviluppo globale intorno agli artisti, alla creazione, alla cultura.
Percorso di realizzazione del progetto:
Il Progetto viene sottoposto:
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agli Enti Locali competenti per territorio: Comune di Rimini, Provincia di Rimini, Regione Emilia-Romagna (proprietaria dell’immobile ex Colonia Novarese), perché realizzino l’intervento di restauro;
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ai produttori artistici riminesi, perché costituiscano la Società di gestione.
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all’Unione Europea, per l’inserimento nei programmi di riqualificazione urbana (URBAN) e di formazione (EQUAL) previsti dall’Agenda 2000..
Cenni storici sulla colonia Novarese:
Prodotto esemplare ma poco noto del razionalismo italiano, la Novarese esprime alcuni elementi tipici dell'architettura moderna: scheletro strutturale in cemento armato, rampe semicircolari, finestre in lunghezza; emerge il macchinismo di matrice lecorbusiana che rimanda all'immaginario modernista del transatlantico, anche se in misura meno evocativa del contemporaneo complesso delle Navi di Cattolica. Nello stesso tempo emergono forti temi di natura propagandistica, come la poderosa torre littoria, asse di simmetria verticale di una composizione imponente, semplice e monumentale: è suggestiva l'ipotesi che vede nell'edificio la stilizzazione dell'aquila romana ad ali spalancate.
La parte centrale della costruzione ospita le scale ed un serbatoio idrico (nella torre) e la zona dei servizi. Interessante la soluzione delle rampe alle estremità semicircolari, che permettono un collegamento continuo tra i piani. Gli elementi decorativi di regime, come la sagoma della torre e le iscrizioni fasciste, sono state eliminate nel dopoguerra. La colonia ha continuato a funzionare fino al 1975 come Colonia Novarese.
Il 2 maggio del 1934 il Comune di Rimini cede una zona di arenile alla Federazione Provinciale Fascista di Novara, che ne aveva fatto richiesta per costruirrvi una propria colonia estiva. Il progetto era già pronto, redatto in tempi brevissimi dall'ingegner Giuseppe Peverelli di Novara. Tra i primi contatti e l'inaugurazione passeranno solamente 126 giorni. La colonia viene visitata da Mussolini il 1° agosto dello stesso anno, accompagnato dalle autorità pubbliche e fasciste di Rimini, Forlì e Novara. L'evento è celebrato in un Cinegiornale sonoro, e anche la stampa locale dà ampio rilievo all'accaduto. Il “Rubicone”, rivista romagnola di propaganda, dedica un servizio illustrato con alcune immagini della colonia e commenti molto positivi. Il “Popolo di Romagna”, quotidiano di regime, descrive con la consueta enfasi il viaggio del duce in Romagna, durante il quale presenzia l'inaugurazione di alcune colonie, compresa la Novarese di Rimini
Scheda tecnica:
Nome: Colonia marina della Federazione Fascista di Novara (ora Colonia Novarese)
Progettista: Ing. Giuseppe Peverelli
Superficie lotto: 36.902 mq
Sup. coperta: 2.841 mq
Volume:32.695 mc
Piani: 5
Posti letto: 900
Bibliografia
Cinegiornale LUCE B0518, 07/08/34
Atti ufficiali. Deliberazioni adottate dall'On. Podestà nei mesi di maggio e giugno 1934 - XIII, “Rimini - rassegna mensile di attività municipale”, a.III, n.5-6, maggio-giugno 1934.
L'estate fascista, “Il Rubicone”, a.III, n.9, luglio 1934, pp.12-13.
“Il Popolo di Romagna”, a.XII, n.31, 7 agosto 1934, p.1.
Cfr. R. FRANCESCONI, Bagni di sole da ricordare, “Alisei”, a.II, n.13, ottobre 1993.
Cfr. Atti ufficiali. Deliberazioni adottate dall'On. Podestà nei mesi di maggio e giugno 1934 - XIII, “Rimini - rassegna mensile di attività municipale”, a.III, n.5-6, maggio-giugno 1934.
L'estate fascista, “Il Rubicone”, a.III, n.9, luglio 1934, pp.12-13.
”Il Popolo di Romagna”, a.XII, n.31, 7 agosto 1934, p.1.
Questi dati sono desunti dal volume a cura dell'Istituto dei Beni Culturali dell'Emilia Romagna Colonie a mare. Il patrimonio delle colonie sulla costa romagnola quale risorsa urbana ed ambientale, Graphis, Bologna, 1986, p.137. Un altro censimento pubblicato da “Domus”, n.659, marzo 1985, p.29, riporta una superficie del lotto di 43.000 mq, un volume complessivo di 29.000 mc e una capacità di 1.500 posti letto. |