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Date:06 May, 2026

ScuolaCoop: cooperazione, luoghi fragili e nuove economie territoriali


L’8 aprile 2026 ho tenuto un intervento formativo per ScuolaCoop, all’interno del percorso Coop nei Luoghi, modelli e sistemi cooperativi nelle aree interne, ospitato presso il Rifugio Resistente di Monte Sole, in provincia di Bologna. L’incontro è stato dedicato al ruolo che la cooperazione può assumere nei territori fragili e, in particolare, nelle aree interne: luoghi spesso raccontati a partire da ciò che manca, ma che oggi possono diventare spazi di sperimentazione per nuovi modelli di sviluppo.

Il punto di partenza dell’intervento è stato una domanda concreta: che cosa può diventare una cooperativa quando opera in un territorio a bassa densità, segnato dalla perdita di servizi, dallo spopolamento e da una crescente distanza dai grandi centri?

La risposta non può limitarsi alla dimensione commerciale. In molti contesti interni, un punto vendita, un servizio di prossimità o una nuova impresa cooperativa possono assumere una funzione più ampia: diventare presìdi sociali, spazi di relazione, piattaforme di fiducia e nodi di un ecosistema territoriale.

Durante la formazione ho portato l’esperienza maturata con Appenninol’Hub nei territori dell’Appennino, dove negli anni abbiamo accompagnato comunità, gruppi locali e nuove imprese nella costruzione di economie radicate. Il tema centrale non era semplicemente “fare impresa”, ma comprendere quali condizioni rendono possibile la nascita e la durata di un progetto economico in un luogo fragile: relazioni locali, competenze, alleanze, accompagnamento, governance e capacità di leggere i bisogni reali delle comunità.

Uno dei passaggi chiave dell’incontro ha riguardato il rapporto tra impresa e comunità. Nei luoghi fragili la comunità non può essere considerata solo come destinataria di un servizio: è parte attiva del processo. È il contesto che permette all’impresa di nascere, riconoscersi, adattarsi e generare valore. Per questo sostenibilità economica, impatto sociale e valore culturale devono essere pensati insieme, non come dimensioni separate.

Tra gli esempi condivisi durante l’intervento, il caso del forno di comunità di San Leo ha permesso di mostrare come la riattivazione di un’attività possa diventare molto più della riapertura di un servizio. Dopo la chiusura dell’ultimo forno del paese, il percorso di accompagnamento ha portato alla nascita di una nuova impresa comunitaria, capace di coinvolgere soci, creare lavoro locale e ricostruire un pezzo di vita collettiva attorno a una filiera legata al territorio.

L’intervento ha poi aperto una riflessione sulle Economie Abitanti, un approccio che parte dalle persone che vivono, attraversano o scelgono di tornare nei territori. In questa prospettiva, l’impresa non è un corpo estraneo che “interviene” su un luogo, ma una forma organizzativa che nasce dentro una rete di relazioni, desideri, bisogni e responsabilità condivise.

Abbiamo discusso anche dei nuovi abitanti, del lavoro da remoto, dei giovani imprenditori e delle forme ibride di permanenza che stanno modificando l’immaginario delle aree interne. Questi cambiamenti non producono automaticamente sviluppo: per trasformarsi in opportunità hanno bisogno di servizi, spazi, modelli organizzativi e soggetti capaci di connettere energie diverse.

La formazione con ScuolaCoop è stata quindi un’occasione per interrogarsi sul futuro della cooperazione nei territori fragili. Non solo come modello d’impresa, ma come possibile infrastruttura territoriale: uno strumento capace di rendere abitabili i luoghi, sostenere economie locali, attivare comunità e costruire nuove forme di prossimità.

Più che una lezione frontale, l’incontro è stato un attraversamento di esperienze, casi concreti e domande operative. Perché nei territori fragili la formazione serve soprattutto a questo: cambiare lo sguardo, riconoscere risorse dove spesso si vedono solo mancanze e costruire condizioni perché le comunità possano tornare a produrre futuro.